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Tuesday, May 05, 2020 by Extinction Rebellion

Articolo di Andrew Jones


Quando i 500,000 abitanti di Toledo, in Ohio, si svegliarono la mattina del 2 agosto 2014, ricevettero un' allerta cittadina. "Urgente! NON BEVETE ACQUA. NON BOLLITE ACQUA." Qualche ora dopo, i negozi locali avevano esaurito le scorte di acqua in bottiglia. Gli abitanti di Toledo si spinsero fino a 100 km al di fuori della città alla ricerca di acqua.

A seguito di una fioritura di alghe nel lago Erie, il decimo lago d'acqua dolce più grande del mondo, l'acqua potabile di Toledo era stata contaminata dalla microcistina, una potente tossina che può indurre vomito, diarrea e gravi problemi al fegato.

Negli ultimi decenni, il lago è stato inquinato da perdite di fosforo e idrogeno che hanno causato la crescita incontrollata di alghe tossiche. Cartelli che invitano ad evitare ogni contatto con l'acqua sono diventati parte integrante del paesaggio nelle spiaggie occidentali del lago Erie.

Campione di acqua del lago Erie risalente a settembre 2017 (Foto di: NOAA GLERL)

Nel descrivere l'alga un marinaio del posto, Dave Spangler, ha commentato, "Cresce in gruppi così fitti da rallentare le imbarcazioni," e ne ha paragonato l'odore "alla cantina della nonna, con quella puzza di muffa."

La fioritura non ha conseguenze solo sulla qualità dell'acqua potabile. Le alghe bloccano la luce del sole, non permettendole di raggiungere le piante che crescono sul fondo del lago. Quando le alghe muoiono, l'eccesso di materia organica scatena una frenetica attività batterica che consuma rapidamente i livelli di ossigeno nel lago, soffocando così pesci e altre forme di vita acquatica. Questa "zona morta" può coprire oltre un terzo della superficie del lago.

Le fuoriuscite legate all'industria agricola sono i principali responsabili. L'elevato quantitativo di fertilizzanti e di letame generati dalle moderne pratiche di agricultura e allevamento generano fosforo e azoto che vengono spinti nel lago dalla pioggia.

È relativamente facile protestare contro l'inquinamento proveniente da una fonte specifica. Se l'impianto fognario di una città rilascia agenti inquinanti in un lago, è abbastanza facile individuare la causa del problema e porvi rimedio. Ma quando la causa sono centinaia di produttori agricoli indipendenti collocati lungo l'intera superficie di un lago, regolamentare i livelli di inquinamento diventa praticamente -e politicamente- impossibile.

Per anni, gli abitanti di Toledo sono ricorsi a strategie legali tradizionali per applicare regolazioni preesistenti e crearne di nuove per proteggere la propria acqua potabile, ma i loro sforzi sono stati vani. Frustrati per la mancanza di risposte, si sono messi alla ricerca di soluzioni alternative.

E se gli alberi avessero una personalità giuridica?

In passato, vari gruppi hanno intentato cause per evitare la distruzione di un particolare ecosistema, ma spesso il verdetto riportava che il gruppo in questione non aveva una posizione giuridica abbastanza forte per intentare la causa. Per avere una forte posizione giuridica, il gruppo avrebbe dovuto essere minacciato direttamente.

Per fare fronte al problema, alcuni esperti hanno cominciato ad assegnare posizioni giuridiche direttamente alla natura. Nel 1972, il professore di legge Christopher Stone ha pubblicato il saggio E se gli alberi avessero personalità giuridica?—I diritti legali degli elementi naturali.

Dare diritti legali alla natura potrebbe sembrare strano. Ma, secondo Stone,

"nel corso della storia del pensiero legale, ogni estensione di diritti ad una nuova entità è stata… inizialmente considerata inimmaginabile… Fino a quando un'entità senza diritti non ne ottiene, siamo incapaci di considerarla in altro modo se non come una cosa destinata al ‘nostro' uso—l'uso di chi detiene diritti in quel momento."

Concedere diritti legali alla natura avrebbe conseguenze immediate. Perchè l'economia di mercato funzioni, le imprese devono assumere la responsabilità delle conseguenze delle proprie azioni. Ma gli effetti dell'inquinamento sugli esseri umani non sono abbastanza concentrati da costituire una prova schiacciante. Stone cita proprio l'esempio dell'inquinamento del lago Erie negli anni '70. Nel considerare gli effetti dell'inquinamento, Stone sostiene che dovremmo allargare i nostri orizzonti e considerare anche i danni causati a forme di vita non umane.

È più semplice di quanto sembri. Il sistema legale crea valore economico attraverso quello che protegge. Proprietà privata e diritti d'autore hanno valore solo perchè sono riconosciuti dalla legge. Allo stesso modo, un lago avrebbe valore nel momento in cui la legge dovesse punire chi ne violi i diritti.

I diritti della natura garantiti dalla legge

Negli ultimi anni, sempre più persone si sono appellate alle argomentazioni di Stone per ottenere un cambiamento. Dal 2006, i diritti della natura sono entrati a far parte della legislatura di molte città e stati in tutto il mondo.

L' Ecuador è stato il primo paese a riconoscere i diritti della natura a livello costituzionale nel 2008. Questo è l'incipit dell'articolo della costituzione,

"la Natura, o Pacha Mama, il luogo in cui la vita si riproduce e si svolge, ha il diritto di essere rispettata interamente nella sua esistenza e nel mantenimento e rigenerazione del suo ciclo vitale, della sua struttura, delle sue funzioni e processi evolutivi. Ogni individuo, comunità e nazione può appellarsi ad un'autorità pubblica perchè faccia rispettare i diritti della natura."

In altre parole, chiunque può rivolgersi ad un tribunale per proteggere la vita, senza problemi di posizione giuridica. Oltre a garantire la protezione da danni ulteriori, l'articolo sancisce che "la Natura ha il diritto di essere ripristinata."

A seguire è stata la Bolivia nel 2010 con la "Legge dei Diritti della Madre Terra." La legge descrive Madre Terra come "il dinamico sistema vivente formato dalle inscindibili comunità di tutti i sistemi e gli esseri viventi che sono interconnessi, codipendenti, complementari e che condividono lo stesso destino."

Nel 2017, la Nuova Zelanda ha riconosciuto la personalità giuridica del fiume Whanganui, che è diventato così il primo fiume nella storia a venire riconosciuto come essere vivente. L'esempio è stato imitato da un tribunale in India che ha dichiarato il fiume Gange e il suo tributario Yamuna "entità viventi con personalità giuridica."

Il fiume Whanganui

Il fiume Whanganui (Foto: Duane Wilkins)

Il riconoscimento non ha avuto solo valore simbolico, ma vera e propria efficacia legale. Nel 2011, la costruzione di una strada lungo il fiume Vilcabamba in Ecuador ha messo in pericolo gli ecosistemi verso valle. Il materiale di scarto degli scavi veniva gettato nel fiume; gli scavi sulle colline circostanti avevano aumentato i fenomeni di erosione, causando così frane che hanno modificato il corso del fiume aumentandone la portata; le forti inondazioni che sono seguite hanno distrutto ecosistemi, aumentato il rischio di frane e ridotto la disponibilità di acqua potabile.

Invece di protestare per i danni causati ai singoli individui, gli abitanti delle zone interessate hanno intentato causa a nome del fiume. E il tribunale regionale si è pronunciato a favore del fiume Vilcabamba.

Purtroppo i sostenitori dei Diritti della Natura non hanno ancora ottenuto il loro lieto fine. I difensori del fiume hanno faticato a costringere il governo ecuadoregno a ratificare il provvedimento. Nel frattempo, operazioni di trivellazioni petrolifere continuano ad allargarsi all'interno della foresta pluviale. Il governo boliviano ha incentivato il modello di agricoltura intensiva ed estrattiva che secondo gli abitanti locali è stato responsabile degli incendi senza precedenti nella secca foresta del Chiquitano. La Corte Suprema indiana ha annullato la sentenza del tribunale locale, sostenendo che garantire diritti legali ad un fiume sarebbe stato "legalmente insostenibile."

Al contrario, lo status del fiume Whanganui ha attirato crescente rispetto. Il decreto segna il culmine di un secolo di lotte da parte dei nativi Maori e riconosce la correlazione tra la salute del fiume e quella degli esseri umani. Tra le altre postille aggiuntive, la struttura comprensiva del decreto autorizza un gruppo di individui a supervisionare direttamente gli interessi del fiume.

Questo movimento globale ha ispirato a sua volta gli Abitanti di Toledo per un' Acqua Sicura, un gruppo di attivisti locali, a scrivere la Carta dei Diritti del Lago di Erie (LEBOR).

Toledo vota per la Carta dei Diritti del Lago di Erie

Fioritura dannosa di alghe nel lago di Erie: 20 settembre 2017 (Photo Credit: Aerial Associates Photography, Inc. by Zachary Haslick)

Secondo la Carta dei Diritti,

"è emersa la necessità di... estendere diritti legali all'ambiente naturale in modo da assicurarci che l'ambiente, così come i nostri valori, interessi e diritti, non sia più subordinato all'accumulazione eccessiva di ricchezza e al potere politico incontrollato."

Dopo molti anni di incessanti campagne per raccogliere supporto pubblico per il LEBOR, la città di Toledo ha garantito i diritti legali del lago di Erie nel 2019. Al contrario di altre simili proposte, bocciate da tribunali o legislatori, gli abitanti di Toledo hanno approvato il LEBOR con una percentuale di consensi del61%.

Meno di 11 ore dopo l'approvazione del LEBOR, la Drewes Farms Partnership e lo stato dell' Ohio hanno intentato causa alla città di Toledo, dichiarando il LEBOR illegale e incostituzionale.

La causa intentata da Drewes Farms è impressionante per il modo dettagliato in cui espone come il LEBOR impedirebbe loro di continuare le normali operazioni lavorative. Ma questo è esattamente l'obiettivo del LEBOR. La Drewes Farms ha ragione. Non è possibile ridurre in modo significativo la produzione di scarti chimici e organici senza cambiare radicalmente il concetto di agricoltura intensiva, con le sue monoculture, uso eccessivo di fertilizzanti chimici, trattori da 65 tonnellate con serbatoi a benzina da 1,000 galloni e l'allevamento in batteria di animali sofferenti.

Questo non vuole sminuire le difficoltà affrontate dalla Drewes Farms. Dal suo punto di vista, non aveva fatto altro che rispondere alle limitazioni imposte dal mercato per ricavare profitti in un'industria ormai totalmente commodificata. Probabilmente aveva dovuto sostenere ingenti spese per acquistare nuovi terreni e macchinari. Si era abituata ad essere giudicata solo in base alla propria abilità di guadagno. E adesso una cittadina stava cercando di imporre nuove richieste? Adempiere a tutti gli obblighi imposti dal LEBOR avrebbe richiesto uno sforzo straordinario. Macchinari da miliardi di dollari sarebbero rimasti inutilizzati. Il LEBOR non sarebbe stato loro di nessun aiuto.

Le due parti hanno esposto le proprie ragioni nel gennaio 2020. Le argomentazioni della Drewes Farms e dello stato dell'Ohio si sono subito dimostrate molto contraddittorie. Secondo loro, la città di Toledo non avrebbe il diritto di sconfinare oltre la propria giurisdizione per proteggere la propria acqua potabile, mentre stato e industria avrebbero il diritto di inquinare oltre i propri confini.

Quali diritti sono più importanti?

Il cuore del caso è rappresentato dal dilemma "quali diritti sono più importanti?" Il diritto degli abitanti di Toledo all'acqua potabile? Il diritto degli ecosistemi del lago Erie a "esistere, prosperare ed evolvere naturalmente"? O il diritto della Drewes Farms ad agire come ha sempre fatto?

Piu largo è l'insieme dei diritti presi in considerazione, più facile sarà che emergano dei contrasti. In questo caso, quali diritti dovrebbero essere prioritari?

Il movimento dei Diritti della Natura è un invito a riconsiderare le nostre priorità. Sostiene che proteggere l'accesso agli elementi essenziali per la vita - acqua e aria pulita- sia più importante del rispettare la proprietà privata e il margine di profitto di una corporazione, e che il diritto alla vita di un ecosistema sia più importante del diritto di sfruttare ogni forma di vita senza alcun limite.

Il movimento è minacciato da interessi potenti e profondamente radicati. Ma la sua forza nasce dalla sua semplicità. Per annullare il LEBOR, un giudice dovrebbe affermare che gli abitanti di Toledo e l'ecosistema del lago non hanno diritto ad un ambiente pulito e salubre e che il governo e l'industria hanno il diritto di privare il lago Erie di tutto ciò.

Nella sezione conclusiva di "E se gli alberi avessero personalità giuridica?" Christopher Stone si sposta dalle questioni pratiche a quelle filosofiche. Si domanda,

"Che cosa ci trasmette questa necessità di proiettare la nostra volontà su ciò che ci circonda per oggettificarlo, renderlo nostro, manipolarlo, tenerlo mentalmente lontano?"

La nostra idea del mondo naturale come un insieme di oggetti da dominare ha condotto alla distruzione di Terra e vita. E questa mentalità si riflette nel trattamento legale di altre forme di vita. Stone considera la nostra separazione dalla natura come un limite per la nostra crescita morale.

Stone cita l'intervento della Corte Suprema nello smantellare la segregazione razziale all'interno delle scuole negli Stati Uniti, e ci ricorda che il significato culturale della decisione è stato importante tanto quanto le sue conseguenze pratiche. Il decreto "ci ha messo di fronte a necessità morali che, una volta rese visibili, non possono essere negate."

Allo stesso modo, garantire i diritti legali della natura è un passaggio essenziale per ricostruire il nostro rapporto con la vita.

Il lago di Eerie

Fioritura dannosa di alghe nel lago di Erie nell'ottobre 2015 (Foto: NOAA Great Lakes CoastWatch)


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